Archivio mensile:luglio 2014

FINALMENTE RIPRISTINATA IN FRIULI VENEZIA GIULIA LA LEGALITÀ DEL DIVIETO DI COLTIVAZIONE DI MAIS OGM; DECISIVE ANCHE LE DENUNCE DELL’ASSOCIAZIONE NOGM CHE ORA LANCIA UN APPELLO A TUTTI GLI AGRICOLTORI, COMPRESA LA MINORANZA CHE SOSTIENE GLI OGM


Sabato 19 Luglio, a Colloredo di Monte Albano, in provincia di Udine, ad opera del Corpo Forestale dello Stato e su ordinanza della Procura della Repubblica di Udine, è avvenuta la distruzione del campo coltivato a mais OGM dall’agricoltore Giorgio Fidenato. Grande la soddisfazione di tutte le associazioni del “Fronte Anti OGM”, che tanto si sono impegnate in questi mesi nel denunciare l’inaccettabile volontà di voler coltivare illegalmente un mais ogm vietato, sia da leggi regionali che nazionali, per motivi di rischio contaminazione e danni alla biodiversità. Ora che la legalità è ripristinata, secondo l’Associazione NOGM, è il momento di passare “dalla protesta alla proposta” coinvolgendo in un confronto costruttivo anche la minoranza di agricoltori illusi dalle false promesse delle multinazionali ogm. L’idea, già avanzata, in precedenza, dal Dr.Franco Trinca, biologo nutrizionista clinico e Presidente dell’Associazione NOGM, al biologo Leandro Taboga che collabora con Giorgio Fidenato, nonchè a quest’ultimo, è quella di attivare un tavolo di confronto e di impegno comune tra i protagonisti e gli operatori del settore, al fine di delineare una nuova politica agro-alimentare per il FVG e su scala nazionale, che sia al contempo eco-sostenibile e remunerativa per gli agricoltori e che, soprattutto, produca un cibo sano e salubre per i cittadini. A tal fine il Presidente dell’Associazione NOGM ha pubblicato una lettera aperta a tutti gli agricoltori, pro e anti ogm, del Friuli Venezia Giulia, spiegando le ragioni della necessità di una nuova consapevolezza che superi il modello di produzione agricola basato sulla chimica e sugli ogm, modello che si sta sempre più rivelando fallimentare e pericoloso in tutto il mondo, e a dirlo non è il solo fronte nogm, ma un voluminoso rapporto scientifico ed economico-sociale dell’ONU (Trade and Environment Review 2013). Un appello accorato in cui si richiede di intervenire anche al Governo della regione FVG, con la destinazione di una piccola parte degli ingenti finanziamenti rivolti all’agricoltura a favore della sperimentazione di varietà di sementi di mais (e di altre piante) adattate all’ecosistema locale, attraverso tecniche di coltivazione eco sostenibili, agro ecologiche e biodinamiche e della riconversione a tali tecniche di agricoltura dolce, da parte di quegli agricoltori, oggi in serie difficoltà di bilancio economico, illusi che gli OGM potessero costituire l’alternativa agli enormi problemi derivanti dalle mancate promesse dell’agricoltura chimica e intensiva, pesantemente condizionata dall’uso di pesticidi e altri fitofarmaci, responsabili di aver distrutto l’humus e la fertilità del suolo. Un modello di agricoltura che, sotto le camuffate spoglie della cosiddetta “rivoluzione verde”, già più di quarant’anni fa, creava le premesse nefaste della disfatta odierna di migliaia di agricoltori e che, a suo tempo, fu proposta e imposta dalle stesse multinazionali che, oggi, replicando l’inganno, propongono gli ogm quale nuova soluzione ai danni creati dall’agrochimica. Oltre all’impegno dell’Amministrazione regionale e di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, nonché delle Associazioni e dei professionisti esperti di agricoltura eco compatibile in grado di elaborare e guidare progetti operativi di sperimentazione e riconversione agricola, saranno necessari anche il coraggio e la fiducia degli agricoltori affinchè compiano una scelta di qualità, sulla strada della riconversione biologica delle loro aziende agricole, unico futuro possibile per il FVG e per l’Italia intera, caratterizzata dalla vocazione a produrre eccellenze agro-alimentari attraverso un processo di valorizzazione delle identità territoriali, piuttosto che intraprendere una vacua competizione con le produzioni intensive e omologate dell’agricoltura d’oltre oceano.

WPI Word Press International
Ufficio Stampa Ufficiale
Associazione NOGM


LA PROCURA NON ORDINA LA DISTRUZIONE DEGLI OGM, L’ASSOCIAZIONE NOGM DENUNCIA: LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALI PER TUTTI, ANCHE PER I COLTIVATORI DI OGM


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE NOGM                                                  

in relazione alla notizia dell’ANSA dello scorso 14 luglio:

“(ANSA) – UDINE, 14 LUG – La Procura di Udine ha deciso di non fare alcun sequestro o altro tipo di intervento sul terreno di Colloredo di Monte Albano in cui Giorgio Fidenato, leader di Futuragra, ha piantato mais Mon810. Lo stesso agricoltore non ha ottemperato all’ordine di distruzione forzata delle colture. Lo scorso 9 luglio Fidenato, assieme a una sessantina di agricoltori, ha impedito in maniera pacifica agli agenti della forestale di distruggere il raccolto. (ANSA)” ;
il Presidente dell’Associazione NOGM dott. Franco Trinca, nutrizionista clinico, ricorda che attualmente la coltivazione in Italia del mais ogm MON810 è vietata da ben 3 normative: il Decreto interministeriale del 12 Luglio 2013, il Decreto Legge n. 91 del 24 Giugno scorso che prevede l’arresto da 6 mesi a 3 anni per i trasgressori, nonché la Moratoria di 1 anno per il mais ogm inserita nella Legge regionale del FVG n. 5 del 2014.
A queste chiare e rigide normative, si deve aggiungere: un’Ordinanza del Corpo Forestale regionale, peraltro non ottemperata dal destinatario, che intimava a Giorgio Fidenato di distruggere la coltivazione illegale di mais ogm; tre recenti sentenze, una del TAR del Lazio l’altra del Consiglio di Stato e l’ultima del TAR del FVG che in modo convergente hanno rigettato i ricorsi e agli appelli presentati dallo stesso Fidenato contro le suddette normative di divieto di coltivazione di mais ogm.
Ciò nonostante le coltivazioni incriminate sono ancora sul campo, salvo un piccolo appezzamento a Mereto di Tomba (UD) bonificato la scorsa settimana dal Corpo Forestale del FVG; mentre a Colloredo di Montalbano l’esecuzione dell’Ordinanza è stata arrogantemente impedita da Fidenato e da altri suoi sostenitori che presidiavano il campo.
Di fronte a questa inaudita arroganza, per ora impunita, l’Associazione NOGM denuncia il rischio che, l’apparente inerzia o comunque l’inefficace intervento delle Autorità regionali e della Magistratura, possano suscitare in alcuni ambienti di opposizione radicale e “attiva” agli OGM, l’alibi per una reazione unilaterale del tipo “farsi giustizia da sé”, senz’altro criticabile e da dissuadere, ma sotto certi punti di vista “comprensibili”.
Al fine di prevenire ed evitare che la situazione degeneri dal punto di vista dell’ordine pubblico, il Presidente di NOGM ha inoltrato oggi stesso un esposto

alle Procure di Udine e di Pordenone, nonché alla Procura Generale di Trieste e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio, ai Ministri della Giustizia, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, alla Presidente della Regione FVG e all’Assessore all’Agricoltura, chiedendo che le Autorità locali, nazionali e soprattutto la Magistratura, intervengano di concerto per reprimere la grave illegalità in atto, che minaccia fra l’altro di contaminare col polline ogm l’ecosistema e le coltivazioni convenzionali e biologiche, imponendo l’esecuzione dell’Ordinanza di bonifica con l’ausilio della Forza Pubblica.

WPI Word Press International

Ufficio Stampa Ufficiale

Associazione NOGM

 

Messaggero Veneto su notizia ANSA: La Procura non ordina la distruzione degli OGM
Messaggero Veneto su notizia ANSA: La Procura non ordina la distruzione degli OGM

Allegato:

Esposto Procure FVG e Governo