Archivio mensile:aprile 2014

DAL TAR DEL LAZIO: STOP ALLE COLTIVAZIONI OGM


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grano DAL TAR DEL LAZIO: STOP ALLE COLTIVAZIONI OGM
Giovedì 24 Aprile, è stata una giornata importante sul fronte della lotta contro l’avanzata degli OGM in Italia, afferma il dott. Franco Trinca, Nutrizionista clinico e Presidente dell’Associazione NOGM. L’attesa sentenza del TAR del Lazio ha rigettato il ricorso dei seminatori di OGM del Friuli Venezia Giulia, sancendo la piena validità del Decreto interministeriale che vieta fino a febbraio 2015 la coltivazione di mais OGM della Monsanto su tutto il territorio italiano.
Merito quindi alle Associazioni raccolte nella cosiddetta Task force “Per un’Italia libera dagli OGM” e ad ASSEME (Associazione Sementieri italiani), che hanno presentato al TAR incisivi atti d’intervento “ad opponendum”, portando ogni evidenza sull’infondatezza giuridica e di merito del ricorso di chi avrebbe voluto far invalidare il Decreto di divieto della coltivazione del mais OGM. Sull’importante sentenza hanno certamente influito positivamente anche i riscontri analitici delle indagini e dei campionamenti effettuati dal Corpo Forestale dello Stato, i quali hanno dimostrato anche in FVG che le coltivazioni OGM (in questo caso il mais Monsanto) sono geneticamente invasive, in quanto contaminano le altre coltivazioni di mais convenzionale e biologico; ma questo non è il solo aspetto, aggiunge il dott. Franco Trinca, perché gli studi scientifici spiegano e documentano come la contaminazione dei transgeni vada ben oltre

la stessa specie

vegetale, coinvolgendo anche la microflora del suolo e, tramite questa, l’intera catena alimentare, fino a giungere all’uomo.
Va sottolineato, peraltro, come, sull’effetto positivo delle indagini, condotte dal Corpo Forestale dello Stato, ai fini della sentenza, abbia pesato l’incisiva denuncia penale che l’Associazione NOGM presentò nel 2013 presso le Procure di Pordenone e Udine, contro la prosecuzione delle coltivazioni illegali di mais OGM perpetrata da alcuni agricoltori del FVG; denuncia da cui è scaturita, poi, l’apertura del fascicolo d’indagine che ha attivato l’azione del CFS.
Altro avvenimento importante della giornata del 24 Aprile è stato l’incontro che il presidente dell’Associazione NOGM, anche in rappresentanza di European Consumers , Associazione Consumatori Utenti, Wwoof Italia, Per Madre Terra, Consulta delle Donne e ONERPO, ha avuto con i Dirigenti del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ai quali ha consegnato e illustrato un documento di analisi critica della Proposta di modifica, avanzata dalla Commissione UE e ora rielaborata dalla Presidenza greca, in merito alla direttiva europea che finora ha garantito la cosiddetta “clausola di salvaguardia” contro gli OGM e che gli Stati Membri possono utilizzare in caso di pericolo per l’ambiente e/o per la

salute umana.
Il dott. Trinca ha illustrato ai Dirigenti del MIPAAF le ambiguità presenti nel testo della Proposta di modifica, in discussione in occasione del prossimo Consiglio Ambiente di Bruxelles, previsto per il 15 maggio. Uno dei punti evidenziati consiste nel fatto che, da un lato, la proposta sembra offrire agli Stati Membri una certa libertà di decidere l’esclusione parziale o totale, dal proprio territorio, di tutti o alcuni degli OGM, a seguito di motivazioni inerenti a valutazioni di convenienza socio economica o altri fattori di politica agronomica (peraltro già previste, sulla carta, da altre Direttive o Raccomandazioni UE, ma poco utilizzate dagli Stati Membri e soprattutto osteggiate nei fatti dalla Commissione europea); dall’altro però, la Proposta di modifica avanzata subordina tali “concessioni” alla rinuncia definitiva, da parte degli Stati Membri, di varare eventuali divieti di coltivazione di OGM sulla base di motivazioni legate alla tutela della salute e dell’ambiente.
Inaccettabile costrizione, secondo l’Associazione NOGM, aggravata dall’obbligo di accettare eventuali opposizioni, dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO), ai divieti sugli OGM che gli Stati Membri dovessero varare. Con questo atteggiamento la UE invece di porsi a tutela dei Paesi aderenti, contro gli interessi egemonici del potere economico degli Usa e degli altri Stati che esportano Ogm, sembrerebbe rendersene complice.

 


ANALISI CRITICA PROPOSTA MODIFICA DIRETTIVA 2001-18 AVANZATA DALL’ASSOCIAZIONE NOGM


ANALISI CRITICA PROPOSTA DI MODIFICA DIRETTIVA 2001-18       AVANZATA DAL DR.FRANCO TRINCA PRESIDENTE DALL’ASSOCIAZIONE NOGM

In riferimento alla Proposta di modifica della Direttiva 2001/18/CE –Testo di compromesso della Presidenza-, presentata come apertura ad una maggior possibilità per gli Stati Membri di restringere o proibire la coltivazione di OGM nel loro territorio, l’Associazione NOGM, in sintonia con molte altre Associazioni italiane ed europee portatrici d’interesse nei settori ambiente, agricoltura, salute, ecc., esprime la sua netta contrapposizione alla Proposta di modifica citata.
Dopo una attenta valutazione, la nostra tesi è che l’intero impianto del Testo di compromesso della Presidenza, la cui essenza restrittiva era già contenuta nella Proposta originaria presentata dalla Commissione -art.2 (a) e (b)- in realtà riduca la possibilità per gli Stati Membri a restringere o proibire la coltivazione di OGM nel loro territorio, invece che aumentarla.
Sottolineiamo che, la tecnica di far sembrare che si affermi o che si garantisca qualcosa, salvo poi nel medesimo testo contraddirne e ribaltarne contenuto specifico e significato, è nello stile a cui ci hanno abituato le Direttive europee; ne è esempio la definizione di “organismo geneticamente modificato” contenuta proprio nella Direttiva 2001/18/CE, art. 2 (2), che prima viene correttamente espressa e subito dopo artificiosamente contraddetta, per escludere da tale categoria i prodotti agroalimentari ottenuti per mutagenesi radioattiva o chimica, come il grano “Creso” oramai dominante sul mercato, o le recenti varietà di riso clearfields.
Se la Proposta di modifica in oggetto venisse approvata così com’è, gli Stati Membri non potranno più, come invece è previsto dall’attuale Direttiva 2001/18/CE, attivare la procedura per limitare, vietare, sospendere, cessare la vendita o l’immissione in commercio di “…un OGM come tale o contenuto in un prodotto debitamente notificato e autorizzato…”, quando “…sulla base di nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell’autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche, abbia fondati motivi di ritenere che un OGM come tale o contenuto in un prodotto debitamente notificato e autorizzato per iscritto in base alla presente direttiva rappresenti un rischio per la salute umana o l’ambiente…” (clausola di salvaguardia comma 1).
Infatti, all’art. 26 ter (3) del Testo revisionato dalla Presidenza, è scritto: “ uno Stato Membro può adottare misure che restringono o proibiscono la coltivazione di un certo OGM in tutto o parte del suo territorio… ma, in nessun caso, deve essere in conflitto con la valutazione del rischio ambientale effettuato ai sensi della presente direttiva o regolamento 1829/2003”.
Questa restrizione disarma oggettivamente gli Stati Membri nel caso ritengano che un OGM costituisca, per l’appunto, un rischio per la salute umana o l’ambiente, che è giusto e necessario evitare ai propri cittadini e all’ambiente.
A fronte di un indebolimento importante e certo delle motivazioni che gli Stati Membri possono oggi addurre per giustificare il divieto di coltivazione di un OGM, non è vero che la procedura prevista all’art. 26 ter (3) della nuova direttiva garantirebbe loro, automaticamente, il diritto ad adottare quello stesso divieto sebbene per motivi diversi dalla valutazione di rischi per l’ambiente o la salute; infatti, lo stesso articolo prevede una serie di condizioni da rispettare (ovviamente secondo la valutazione e l’opinione della Commissione):
“…che tali misure siano”
1. conformi al diritto dell’unione;
2. proporzionali;
3. non discriminatorie;
“…e, in aggiunta,…”
4. sulla base di motivi legittimi di pubblico interesse
Da considerare che, in caso di eventuali vertenze avviate da agricoltori privati, o da multinazionali, che volessero contrapporsi ad un divieto nazionale di coltivazione di OGM, non è certo prevedibile l’interpretazione che la Corte di Giustizia, o tribunali nazionali, darebbero dell’insieme di tali condizioni restrittive dello “sbandierato” diritto decisionale che la proposta di modifica della direttiva 2001/18/CE, si ritiene da più parti, garantirebbe agli Stati Membri.
Inoltre, tenendo conto dei vincoli internazionali del WTO, le motivazioni restrittive verso gli OGM legate alla dimostrazione di un loro impatto negativo sulla salute e sull’ambiente, sarebbero le uniche legittime ed efficaci qualora uno Stato Membro ritenesse di voler estendere il divieto degli OGM anche alla circolazione e importazione di sementi geneticamente modificate e materiali di moltiplicazione , come tali o contenuti in prodotti, e dei prodotti della loro raccolta (che incidono non poco nell’inquinamento ambientale da OGM e sui rischi per la salute).
Nella previsione di una tale eventualità, sarebbe impossibile per gli Stati Membri affrontare in modo vincente l’inevitabile contenzioso con i Paesi esportatori di OGM, o con le multinazionali produttrici, essendosi auto privati della facoltà di invocare e dimostrare la nocività dei prodotti transgenici sulla salute e sull’ambiente. Nelle condizioni previste dalla Proposta di Modifica della Direttiva 2001/18/CE, gli Stati Membri sarebbero del tutto esposti alle ritorsioni previste dagli accordi del WTO, in virtù dei quali già nel 2003 l’Europa fu citata in giudizio da USA, Canada e Argentina e nel 2006 effettivamente condannata!
Questo rischio peserebbe come una “spada di Damocle” su ciascun singolo Stato Membro che può presumere di avere, di fronte allo strapotere degli USA e delle multinazionali, un potere contrattuale ben inferiore a quello dell’intera Europa! Oltretutto, in caso di approvazione del “Testo di compromesso revisionato dalla Presidenza”, sarebbe la stessa UE a imporre, a priori, ai propri Stati Membri i vincoli previsti dal WTO, come chiaramente affermato al “considerato” n. 13: “Tali motivi… devono inoltre essere conformi ai trattati , in particolare per quanto riguarda il principio di non discriminazione tra prodotti nazionali e non, il principio di proporzionalità e degli articoli 34 e 36 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea , nonché con gli obblighi internazionali pertinenti dell’Unione, in particolare l’obbligo ai sensi dell’accordo WTO.”
Ancora, è necessario tener conto della possibile (malaugurata) approvazione del Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), già in avanzata fase di discussione (sebbene molto riservata e sconosciuta alla maggior parte della popolazione e perfino dei Parlamentari) tra USA, UE e Stati Membri (vedi allegato). Da quanto riporta “Le Monde diplomatique”, con il varo del TTIP le corporation multinazionali avranno la facoltà di citare in giudizio gli Stati sovrani (ma orami poco sovrani) presso “Tribunali speciali” previsti dall’accordo internazionale, tutte le volte in cui ritengano che decisioni legislative, o normative messe in atto dai Governi, ledano le loro aspettative di profitto!
In questo caso il rischio per gli Stati Membri sarebbe molto più consistente e diretto, rispetto alle meno definite sanzioni commerciali di ritorsione autorizzate dal WTO e quindi, in assenza di motivazioni forti, rivendicabili anche su piano etico oltreché tutelate da molte Costituzioni (forse tutte), nonché dalla Carta Dei Diritti Fondamentali dell’unione Europea (2010/C 83/02) e dalla Carta dei Diritti Umani, come quelle della tutela della salute e dell’ambiente, nelle ineluttabili vertenze gli Stati Membri sarebbero destinati a soccombere.

Per ultimo, ma non d’importanza, altre forti perplessità emergono dalle procedure attuative di quanto previsto dal Testo di compromesso revisionato dalla Presidenza, agli artt. 26 ter (1) e 26 quater, che limitano la possibilità degli Stati Membri di attivare la richiesta di “regolazione della portata geografica” di una notifica o di una autorizzazione rilasciata, non oltre “la procedura di autorizzazione di un determinato OGM” o, nel caso di OGM già autorizzati, non oltre 6 mesi dalla data di entrata in vigore della modifica in discussione della direttiva.

Gli invalicabili limiti temporali sopra indicati, possono condurre all’impotenza di varare alcun divieto di coltivazione da parte di Governi subentrati successivamente a tali fasi, con grave pregiudizio della Sovranità degli Stati Membri perfino sul fronte, preteso liberalizzato dalla Proposta di modifica della Direttiva 2001/18/CE, delle scelte di politica ambientale, urbanistica e territoriale, socio economica, agronomica, ecc..
Si deve altresì notare, paradossalmente rispetto alla pretesa portata “liberalizzatrice” della Proposta di modifica in discussione, che la facoltà di vietare alcuni OGM per motivi diversi dalla valutazione dei rischi per la salute e per l’ambiente, è già prevista sia nella Raccomandazione (2010/C 200/01) sulla “coesistenza”, sia nella Direttiva 2002/53/CE.

Per tutto quanto sopra illustrato, l’Associazione NOGM ritiene che, senza opportuni, sostanziali e incisivi emendamenti, la Proposta di modifica della Direttiva in oggetto espressa dal Testo di compromesso della Presidenza della Grecia, costituisca un arretramento sostanziale della sussidiarietà riconosciuta agli Stati Membri nel campo della immissione in commercio e coltivazione degli OGM e perciò stesso è inaccettabile e da rifiutare.

Dott. Franco Trinca, Presidente Associazione NOGM

WPI Word Press International – Ufficio Stampa Nazionale         Associazione NOGM

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24 APRILE 2014 SIT-IN ANTI OGM – PRESSO IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI


Evento organizzato dall’ASSOCIAZIONE NOGM                                                 Giovedì 24 Aprile dalle ore 13 alle ore 16

Sensibilizzare il Governo e le Regioni ad una coerente politica anti OGM (incontro Ministro Martina con gli assessori Regionali): il Presidente NOGM dott. Franco Trinca consegnerà un documento al Ministro Martina.

LE ASSOCIAZIONI CHE VOGLIONO ADERIRE POSSONO SCRIVERE UN MESSAGGIO AL GRUPPO FB NOGM

ELENCO ASSOCIAZIONI FINORA ADERENTI:
Associazione NOGM, European Consumers, ACU Marche e ACU Nazionale (Associazione Consumatori e Utenti), CIPS (Comitato Popolo Sovrano), UPBIO (Unione Nazionale Produttori Biologici e Biodinamici)WPI Word

Press International                                                                                                          Ufficio Stampa Associazione NOGM

grano


Un Centesimo per il Sociale Fias – Poste Italiane


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postapay virtual Fias_20140128COMUNICATO STAMPA N.3/2014

 

Questa mattina, a Roma, presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, si è svolta la presentazione nazionale del Progetto d’intervento Sociale denominato “Un Centesimo per il Sociale”, promosso dall’Associazione onlus F.I.A.S (Fondazione Internazionale Assistenza Sociale), con l’obiettivo di realizzare un grande progetto di partecipazione sociale in grado di raccogliere e assegnare risorse da destinare alle fasce più deboli, garantendo loro uno status di vita dignitoso.

L’evento è stata l’occasione per illustrare la Postepay Fias Card, la prima carta al servizio del sociale, attraverso un meccanismo virtuoso, permanente, legato ai movimenti di pagamento, realizzata in stretta partnership con il Gruppo Poste Italiane, che ha creduto e sostenuto il progetto sin dall’inizio.

Inoltre, è stata esposta la finalità de Lo Sportello del Cittadino, la rete di punti di contatto istituzionali sul territorio, che renderà più semplice l’accesso dei cittadini ai servizi (Caf, Patronati, studi commerciali, studi legali, Assicurazioni, Mutua Assistenza. Telecomunicazioni, guide commerciali) e faciliterà il loro rapporto con le istituzioni per mezzo di consulenze a loro dedicate.

Ad aprire i lavori è intervenuta la Vicepresidente F.I.A.S, Nadia Gagliardi Coja, illustrando i fondamenti

dell’iniziativa che quest’oggi ha compiuto il suo primo passo ufficiale: “Il presupposto di questo progetto si basa sulla valorizzazione del patrimonio etico fondato sulla sacralità della persona e dei suoi diritti, sulla pari dignità umana agendo reciprocamente in uno spirito di solidarietà”

“Per la totale trasparenza e tracciabilità dei fondi raccolti – ha sottolineato Rocco Milano, Responsabile dei Rapporti istituzionali e delle Politiche Sociali F.I.A.S – la Fondazione ha al suo interno due organi di controllo: quello di garanzia e quello dei revisori legali dei conti a tutela della sua attività e del progetto”.

“Siamo contenti che oggi oltre a lanciare un sistema di pagamento, partecipiamo all’iniziativa che è anche un forte contributo sociale – ha dichiarato Walter Pinci, Responsabile dei Sistemi di pagamento BancoPosta del Gruppo Poste Italiane – il primo che si concretizza attraverso una carta dedicata emessa in cobranding con F.I.A.S. Questa carta – aggiunge il Dr.Pinci – potrà essere uno strumento e un’opportunità per tutti coloro, circa dieci milioni di italiani, che non possono avere o non possiedono un conto corrente”.

Della stessa idea il Dg. della Direzione Generale del Terzo Settore, Formazioni Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Danilo Giovanni Festa: “Apprezziamo questa iniziativa di raccolta fondi che

viene a supportare le amministrazioni, nel tentativo di ridurre la fascia di povertà che purtroppo negli ultimi anni si è allargata moltissimo”.

Durante i lavori si è parlato anche delle iniziative culturali che si svolgeranno sul

territorio italiano. Tema caro ad Adriano Coni, Responsabile Sostenibilità Segretariato Sociale – Comunicazione e Relazioni esterne Rai, che ha tenuto a sottolineare come “la Rai segue con molta attenzione il vasto e complesso mondo del non profit; dell’intero progetto F.I.A.S ci hanno colpito le iniziative culturali ed editoriali in grado di far riscoprire le realtà locali del nostro paese, avvicinare i giovani all’arte, alle culture locali, alla musica e al cinema generando, quindi, un nuovo indotto economico”.

Antonella Salvucci, attrice e testimonial del progetto ha poi aggiunto: “Si dice che è dovere degli artisti mettersi a disposizione di una nobile causa; oggi, io sono convinta che tutto il mondo dell’arte e della cultura si possa mobilitare per sensibilizzare l’opinione pubblica. Questa carta –

continua – apre una nuova era che si chiama “Sociale”, un nuovo corso della storia. Io ci ho creduto, crediamoci tutti”.

Alla conferenza sono intervenuti tra gli altri: Alessandro Belli, Presidente OSP (Obiettivo Sistema Paese); Luciano Dragonetti, Presidente Cassa Assistenza Sanitaria Basis – Cons. Del. Relazioni Istituzionali Mutua Basis Assistance; Giovanni De Sanctis, Direttore Comitato di Garanzia F.I.A.S; Natalino Ventrella, Amministratore Delegato Consorzio Mediterrae.

Oggi è nato a Roma

un nuovo concetto di “Stato Sociale” equo e partecipato.

Il primo vero e proprio progetto internazionale

votato alle opere solidali, concrete ed attive.

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“Un centesimo per il Sociale” – FIAS – Poste Italiane


COMUNICATO STAMPA N.2/2014
Venerdi’ 4 Aprile 2014 alle ore 11.30, a Roma, presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, Via della Missione, 4, avrà luogo la conferenza stampa nazionale di presentazione del Progetto d’Intervento Sociale denominato “Un Centesimo per il Sociale”, promosso dall’Associazione onlus F.I.A.S. (Fondazione Internazionale Assistenza Sociale). Con questa iniziativa la F.I.A.S. si è posta, da tempo, l’obiettivo di realizzare un grande progetto di partecipazione sociale in grado di raccogliere e assegnare risorse da destinare alle fasce più deboli, garantendo loro uno status di vita dignitoso; un progetto che coinvolgesse tutte le realtà sociali, istituzionali e imprenditoriali in grado di contribuire alla realizzazione di un’opera solidale, uno Stato Sociale equo e partecipato ; obiettivo oggi raggiunto grazie all’importante partnership stretta con il Gruppo Poste Italiane, che ha creduto e sostenuto il progetto e che ne ha condiviso lo straordinario percorso. Per l’occasione sarà presentata anche la « Postepay Fias Card »”, la prima carta al servizio del sociale, un prezioso e innovativo strumento che renderà possibile l’accesso e la partecipazione attiva a tutti coloro che vorranno divenire parte integrante di una grande iniziativa sociale e condividere i grandi valori di solidarietà di cui il progetto è portatore; sarà inoltre illustrata la finalità de «

Lo Sportello del Cittadino », una rete di punti di contatto istituzionali sul territorio, che renderà più semplice l’accesso dei cittadini ai servizi e faciliterà il loro rapporto con le Istituzioni. All’evento interverranno, tra i relatori, il Direttore Generale della Direzione Generale del Terzo Settore Formazioni Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Dr.Danilo Giovanni Festa; il Responsabile del Segretariato Sociale Sostenibilità di RAI Sociale il Dr. Adriano Coni; il Responsabile dei Sistemi di Pagamento di BancoPosta del Gruppo Poste Italiane Dr. Walter Pinci ; in rappresentanza della F.I.A.S. (Fondazione Internazionale Assistenza Sociale) interverranno il Responsabile dei Rapporti Istituzionali e delle Politiche Sociali Dr.Rocco Milano, il Vicepresidente della F.I.A.S. Nadia Gagliardi Coja ; il Direttore del Comitato di Garanzia Dr.Giovanni De Sanctis ; prenderà inoltre la parola il Dr. Luciano Dragonetti, Presidente della MBA (Mutual Basis Assistance) e l’attrice Antonella Salvucci in qualità di testimonial nel lancio del progetto.
Parteciperanno inoltre varie personalità del mondo della cultura, della comunicazione e dello spettacolo.
Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming al seguente link:
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Tutte le testate e i giornalisti interessati a partecipare dovranno inviare la richiesta di accrediti inderogabilmente entro le ore 17 del 3 Aprile, indicando il nominativo e la testata d’appartentenenza al seguente indirizzo : sg_ufficiostampa@camera.it
Ricordiamo brevemente le regole previste per l’accesso alla Camera dei Deputati in occasione della conferenza stampa: accesso alla sala tramite ingresso sito in Via della Missione, 4 (per gli uomini è obbligatorio indossare la giacca e sildenafil mylan 100 mg prix la cravatta); gli accrediti dovranno pervenire entro e non oltre le ore 17.00 del 03 Aprile 2014; l’accesso con apparecchiature elettroniche consentito solo previa autorizzazione, tramite invio dei dati anagrafici completi (nome, cognome, luogo e data di nascita) e marca e modello dell’apparecchiatura.
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V come Vittoria … il Friuli Venezia Giulia dice NO agli OGM.


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Comunicato Stampa del 03 aprile 2014bottiglia

Mercoledì 26 marzo 2014 è stata una giornata importantissima sia per il Friuli Venezia Giulia, palcoscenico di una lunga battaglia in materia di OGM, che per tutta l’Italia e per il futuro dell’agricoltura, dell’ambiente e della nostra salute.

Dalla sede di Trieste della Regione Friuli Venezia Giulia, è arrivata la decisione di confermare il divieto di coltivazione di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) per la loro intrinseca tendenza a inquinare e contaminare tutte le altre agricolture tradizionali, biologiche e l’ambiente stesso.

In attesa che l’Europa decida sul disegno di legge inoltrato dalla Regione FVG, per l’esclusione definitiva delle coltivazioni OGM dal territorio regionale, la moratoria di un anno approvata ieri dal consiglio regionale, va a sommarsi al Decreto Interministeriale già approvato il 12 luglio 2013.

Nonostante il divieto dello scorso luglio, nella primavera del 2013 proprio nel Friuli Venezia Giulia, sono partite le prime coltivazioni dichiarate di Mais OGM – MON810 prodotto dalla criticatissima multinazionale Monsanto. Questo ha scatenato immediate reazioni da parte di molte Associazioni, non solo di produttori biologici e di altre Associazioni che si oppongono  alla diffusione degli OGM, tra cui l’Associazione NOGM presieduta dal Dott. Franco Trinca, noto nutrizionista clinico, che coordina un Comitato Scientifico composto da bioagronomi, naturalisti, agronomi genetisti e nutrizionisti, che in collaborazione hanno compilato un articolato e analitico dossier scientifico sui gravi rischi e danni generati dagli OGM sull’ambiente e sulla salute umana.

Sulla base di questo dossier scientifico, affiancato dai suoi legali, il Dott. Trinca ha presentato, in qualità di Presidente dell’Associazione NOGM, una denuncia presso le procure di Udine  e Pordenone contro agricoltori pro – OGM artefici della semina del mais vietato dal Decreto interministeriale.

A novembre 2013, NOGM insieme a European Consumers e all’Associazione Consumatori Utenti (ACU) Nazionale e delle Marche, ha presentato un’articolata e severa diffida alla Regione Friuli Venezia Giulia, fornendo le prove scientifiche dell’impossibile “coesistenza” delle coltivazioni OGM con quelle tradizionali o biologiche, a causa dei molti meccanismi biologici caratteristici degli OGM, potenziati da fattori ambientali specifici del FVG che rendono certa la contaminazione.

I dati contenuti

nel dossier, dimostrano che le coltivazioni OGM “cannibalizzano” le varietà agronomiche convenzionali e biologiche, imponendosi in modo “virale” tramite l’invasività dei loro transgeni, programmati e realizzati in laboratorio, determinando di conseguenza la contaminazione irreparabile di tutte le varietà naturali coltivate e spontanee, nonché i terreni e le falde acquifere, generando nel complesso un gravissimo danno ambientale.

Nella diffida i legali delle Associazioni firmatarie evidenziavano e consigliavano la Regione Friuli Venezia Giulia di poter legittimamente invocare nei confronti dell’Europa l’esclusione dal territorio regionale delle coltivazioni OGM, dichiarandolo OGM free, sulla base di principi e criteri previsti perfino  dalla famosa “Raccomandazione europea sulla coesistenza” del 13 luglio 2010.

“È con grande soddisfazione che ora registriamo – afferma il Dott. Trinca – come le nostre analisi e proposte siano state positivamente recepite dalla Giunta e dal Consiglio Regionale del FVG e inserite nel testo della moratoria approvata nella seduta di ieri 26 marzo 2014. Oggi pur riconoscendo il merito alla Giunta del FVG di aver presentato la moratoria all’approvazione del Consiglio, dobbiamo però rilevare la non accoglienza delle più incisive proposte dell’Associazione NOGM, sostenute e presentate dal Gruppo consiliare del M5S, relative alla durata, alla maggior severità delle sanzioni pecuniarie previste in caso di violazioni del divieto di coltivazione di OGM e, soprattutto, alla richiesta di sequestro delle coltivazioni e dei terreni, nonché alla loro bonifica coatta con spese addebitate al conduttore del terreno. Ci siamo fatti promotori e portavoce

del pensiero e delle preoccupazioni di milioni di italiani – prosegue il Dott. Trinca – che si sentono minacciati dagli OGM nei presupposti fondamentali del diritto alla salute e alla vita, alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, delle specie spontanee e coltivate, nonché della tutela dell’agricoltura biologica e tradizionale. Chi produce, commercializza e semina OGM contribuisce, oggettivamente, a minacciare l’integrità del patrimonio genetico naturale e ad attentare ai valori più sacri della vita. Invitiamo ora le

istituzioni regionali e nazionali e tutte le Associazioni contrarie agli OGM, a vigilare attentamente affinché il divieto non venga violato e a tal riguardo l’Associazione NOGM preannuncia che denuncerà penalmente anche per DISASTRO AMBIENTALE chiunque seminerà OGM in qualunque regione del territorio italiano, dove peraltro è ancora pienamente vigente il Decreto interministeriale dello scorso anno”.

http://www.wordpressinternational.it/ult-not/v-come-vittoria-il-friuli-venezia-giulia-dice-no-agli-ogm/