Archivio mensile:novembre 2013

Monsanto: 100 anni di veleni.


grano.

La Monsanto è una delle più importanti società produttrici di biotecnologie e prodotti per l’agricoltura. Fondata nel 1901 da John Francis Queeny, nel Missouri – Stati Uniti, la società prende il nome dalla moglie di Queeny Olga Monsanto, di origine spagnola. Monsanto cominciò la sua attività con la produzione di saccarina, venduta alla Coca Cola, di cui l’azienda divenne uno dei principali fornitori. Nel corso della sua storia centenaria, Monsanto si è trasformata, da azienda produttrice di ingredienti per l’industria dell’alimentazione e per quella farmaceutica, come per esempio l’acido salicilico e l’aspirina, a azienda produttrice di prodotti chimici e fosfati. Negli anni ’20, infatti, divenne leader nella produzione di acido solforico e fibre sintetiche.

Negli anni ’60 Monsanto fa il suo ingresso nel settore dell’agricoltura, con la produzione di prodotti agrochimici, tra cui potenti e pericolosi diserbanti, erbicidi e pesticidi, oltre al micidiale Agente Arancio.

L’Agente Arancio – L’Agente Arancio è un liquido incolore altamente velenoso, che veniva spruzzato dagli aerei e dagli elicotteri americani sulle foreste, durante la guerra del Vietnam. Un defoliante, mix di erbicidi, utilizzato dall’esercito statunitense, per distruggere ed eliminare le foglie degli alberi, così da privare i Viet Cong della copertura del manto vegetale. Milioni di persone, tra militari americani e cittadini vietnamiti, furono contaminati dalla diossina, sostanza tossica, cancerogena, pericolosissima per la salute. L’”Agente Arancio” provocò e provoca, ancora oggi, gravi danni alle popolazioni locali, creando modificazioni strutturali all’ecosistema e terribili malformazioni alla popolazione umana. Questo defoliante militare fu dismesso nel 1971, ma è tuttora presente nel legno delle piante e nell’ambiente circostante. I suoi effetti persistono nel tempo, ed è ormai appurata la sua diretta responsabilità sull’inquinamento dell’intera catena alimentare in Vietnam. Sono molte le associazioni e i centri di ricerca scientifica indipendenti che, ancora oggi, studiano gli effetti della contaminazione di questo erbicida, tra queste Emergency, che ha realizzato un reportage fotografico, facilmente reperibile nel web, per mostrare al mondo i danni causati dall’Agente Arancio alla popolazione vietnamita.

Monsanto e l’ormone sintetico della crescita bovina – In tempi più recenti, Monsanto è stata criticata anche per la produzione e la vendita di un ormone sintetico chiamato Posilac – Somatropina Bovina – detto anche “ormone della crescita bovina” (BGH, Bovine Growth Hormone). Il Posilac, è utilizzato per aumentare sensibilmente la produzione del latte nelle mucche. Purtroppo, la somministrazione di questo ormone genera anche il rischio di mastite, con conseguente presenza di tracce di sangue e di pus nel latte, reso cosi’ inutilizzabile. Per combattere i batteri e gli agenti patogeni che vengono a formarsi nel tessuto mammario, in caso di mastite, è indispensabile una forte terapia antibiotica, che aggrava ulteriormente il livello di intossicazione del latte e di tutti gli altri derivati dell’animale.

Monsanto, il Mais MON810 e la soia Roundup Ready – Tra i prodotti OGM introdotti sul mercato dalla Monsanto, troviamo il mais – MON810 e la soia Roundup Ready. Nel mais MON810, il DNA della pianta è stato manipolato geneticamente affinchè produca la tossina BT (Bacillus Turingensis), che funziona da pesticida e previene le infestazioni della piralide, un lepidottero parassita del mais. La soia Roundup Ready, invece, venne prodotta dalla Monsanto, per la prima volta, nel 1995, negli Stati Uniti. Chiamata così perché progettata per tollerare il potente erbicida “Roundup”, utilizzato e vaporizzato costantemente sulle piante di soia, al fine di sterminare tutte le altre piante spontanee o infestanti che normalmente crescono nei campi. Il Roundup è un prodotto a base di glifosato, inventato e prodotto dalla stessa Monsanto. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti della Monsanto, che vorrebbero equiparare, in termini di sicurezza alimentare,  la soia transgenica a quella non-OGM, in realtà, è ormai appurato, che, sia la soia “Roundup Ready” che l’erbicida Roundup, abbiano effetti devastanti sulla salute umana e sull’ecosistema. La soia “Roundup Ready” puo’ generare gravi squilibri ormonali e puo’ causare seri e irreparabili disturbi all’apparato riproduttivo nell’essere umano. Alcuni scienziati indipendenti, hanno scoperto che la Monsanto effettuò analisi e ricerche solo sulla soia OGM non trattata con l’erbicida Roundup, mentre normalmente ai consumatori arriva la soia cosparsa di erbicida Roundup, altamente tossico e velenoso. Nessuna delle autorità preposte ai controlli negli USA, neanche la Food and Drug Administration (FDA), organismo di controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha analizzato e valutato, prima di metterla in commercio, gli effetti sulla salute della soia transgenica, trattata con l’erbicida Roundup. Per questo motivo nel ’97 il Gruppo di lavoro sulla Biosicurezza dell’Assemblea delle Nazioni Unite sulla Biodiversità, composto da sette scienziati, ha lanciato, attraverso un comunicato stampa, un “Appello urgente a tutti i governi di revocare l’autorizzazione alla commercializzazione della soia Roundup Ready della Monsanto”. Nessun governo ha ascoltato questo appello e la soia OGM ha continuato a diffondersi in tutto il mondo, finendo anche nella mangimistica degli animali d’allevamento e quindi nell’intera catena alimentare. La soia è un prodotto altamente ricercato e utilizzato, soprattutto per le sue proprietà terapeutiche; é, in assoluto, il prodotto transgenico più coltivato nel mondo e quello che, più facilmente, rischiamo di trovare nei nostri piatti. L’Unione Europea ha autorizzato la commercializzazione della soia Roundup Ready dal 1996.

Monsanto, gli OGM e i rischi della manipolazione genetica – Ma c’è un’altra notizia molto preoccupante che riguarda la soia OGM e con essa tutti gli organismi manipolati geneticamente. Nel 2001 un’equipe di ricercatori, nell’ambito di un programma finanziato dal governo belga, ha trovato un «DNA di origine sconosciuta» in campioni di soia Roundup Ready. Questo vuol dire che il genoma della soia analizzata, era differente da quello brevettato dalla Monsanto. Molti scienziati e ricercatori indipendenti, hanno da tempo denunciato che la manipolazione genetica può portare a mutazioni spontanee e a conseguenze inaspettate e imprevedibili. A causa della complessità degli organismi viventi, ogni modifica apportata al DNA di un organismo, può avere effetti a catena impossibili da prevedere e, soprattutto, da controllare, mettendo a serio rischio sia la salute dell’uomo che gli equilibri dell’ecosistema.

Monsanto, le biotecnologie e il controllo del mercato mondiale dei semi – Dagli anni ’70 la Monsanto si è impegnata nel settore delle biotecnologie applicate all’agricoltura fino a giungere, nel 1982 grazie alla modifica genetica di una cellula vegetale, al monopolio delle aziende sementiere. Sono infatti numerose le cause legali che Monsanto ha intrapreso contro i coltivatori di tutto il mondo, ribellatisi al suo monopolio, con i quali aveva in precedenza un rapporto di fornitura di sementi. Aver creato e brevettato semi con  precise caratteristiche biotecnologiche, autorizza Monsanto a esercitare il diritto di esclusiva dei suoi semi, geneticamente modificati, e di cui la legge tutela la  proprietà intellettuale e lo stesso brevetto (copyryght). Con il controllo totale del mercato mondiale delle sementi, Monsanto sancisce l’ormai inevitabile legame tra semi e sostanze chimiche. Controllare le sementi significa controllare l’alimentazione di tutto il mondo, un potere superiore a quello posseduto dai produttori di armi.

Anno 2013: Monsanto e il “Nobel per l’alimentazione” – Nonostante tutto questo, quest’anno, durante la “Giornata Mondiale per l’Alimentazione”, la “World Food Prize Foundation” ha insignito il “Nobel per l’alimentazione” a Robert Fraley, biotecnologo della Monsanto Company, a Mary-Bell Chilton (della società Syngenta) e a Marc Van Montagu, un pioniere dello sviluppo di raccolti ad alto rendimento, modificati geneticamente per resistere a malattie, insetti e climi ostili.

Il World Food Prize è considerato il premio Nobel per il cibo – Quest’anno, questo importante riconoscimento è stato travolto da numerose polemiche, sollevatesi in tutto il mondo, a causa dei suoi oscuri legami con le multinazionali dell’industria dell’ingegneria genetica, applicata all’agricoltura. L’interesse mediatico si è particolarmente concentrato sulle proteste e sulle polemiche relative a dati pubblicati,  concernenti le donazioni della Monsanto: come riportato dal sito di Al Jazeera, dal 1999 al 2011,  la Monsanto ha donato 380.000 dollari alla Fondazione World Food Prize e 5.000.000 di dollari, per la ristrutturazione della “Hall dei Laureati”, un museo pubblico in memoria di Borlaug, a cui è ispirato il simposio che la World Food Prize Foundation organizza annualmente, il “Borlaug Dialogue”. La motivazione del premio di 250.000 dollari, concesso ai vincitori, è quella di “aver contribuito a migliorare e accrescere la disponibilità di cibo nel mondo”. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare, però, che l’anno scorso in Brasile, Monsanto è stata condannata a pagare 2 miliardi di dollari, per aver richiesto royalty, ingiustamente, ai contadini che usavano le sementi sviluppate da Fraley. Un’analoga situazione si è verificata in India, dove i contadini si sono opposti alle multinazionali delle biotecnologie, spesso con conseguenze drammatiche per la loro stessa sopravvivenza.

Monsanto e i falsi obiettivi mancati – Nonostante il riconoscimento di un “Nobel per il cibo” alla  Monsanto, con la motivazione di “aver contribuito a migliorare e accrescere la disponibilità di cibo nel mondo”, e nonostante la superficie agricola mondiale, sia aumentata di circa il 6%, grazie alle colture OGM, non c’è stata alcuna riduzione della fame nel mondo. Si può invece, affermare che dal 1986, anno in cui sono stati seminati i primi Ogm per la commercializzazione, sono, di certo, esponenzialmente aumentate molte malattie ad essi riconducibili: varie forme di cancro, sterilità, nuove specie di allergie, diabete, alterazioni genetiche, squilibri ormonali, abbassamento delle difese immunitarie, malattie neurologiche, tra cui il Morbo di Parkinson.

Le bugie di Monsanto – La Monsanto ha fatto di tutto per apparire più verde, più giusta, più lungimirante dei suoi oppositori. Ha voluto, negli anni, trasformare la sua immagine, da fornitore di prodotti chimici, altamente pericolosi a illustre e rispettabile istituzione, influendo, ai più alti livelli politici, istituzionali e finanziari mondiali. Ha presentato al mondo intero l’immagine di una multinazionale la cui mission, generosa e nobile, era quella di lottare contro la fame nel mondo, alimentandolo. Certamente la cosa fa riflettere, se si considera che il suo prodotto più redditizio, in quanto il più venduto al mondo, è un prodotto chimico, l’erbicida Roundup, di sua produzione. Questa nuova immagine, imposta al mondo, è davvero poco verosimile, soprattutto trattandosi di un’impresa che continua a intimidire, con azioni giudiziarie, i critici, gli scienziati, i ricercatori e gli agricoltori, e a sopprimere, con ogni strumento, le critiche e le informazioni che la riguardano, nei mezzi di comunicazione.

Riprendiamoci la vita – Al posto di una tecnologia ideata per l’arricchimento continuo di pochi e la distruzione di tutti gli altri e della vita stessa, dobbiamo incoraggiare e sostenere un’agricoltura naturale, biologica ed etica che esprima una migliore armonia tra le nostre comunità umane e l’ecosistema. Vista la lunga e inquietante storia di Monsanto, oggi capiamo perché molti cittadini informati, in Europa e negli Stati Uniti, hanno reagito e resistito a consegnare a Monsanto il futuro della nostra tavola, della nostra salute e della nostra vita … molti cittadini, ma troppo pochi ancora …

È necessario poter scegliere quale agricoltura sia meglio per le nostre comunità. Dobbiamo cominciare dal cibo, con scelte consapevoli, con il coraggio di voler cambiare i nostri gusti e le nostre abitudini alimentari e nutrizionali, scegliendo quale cibo dare ai nostri figli, quale ambiente per la nostra terra, quale futuro per la nostra vita, invece di lasciare che altri decidano per noi, nel solo nome del profitto e del potere.  Respingendo Monsanto e la sua tecnologia non respingiamo la tecnologia in sé, respingiamo una tecnologia spudorata, di manipolazione e di controllo delle nostre vite, una strategia depravata, di profitto che nega la vita stessa. La nostra salute, i nostri cibi, il nostro ambiente, il nostro futuro di vita sulla terra, sono realmente in pericolo … non possiamo più attendere!!!